Squero di San Trovaso

Lasciandosi guidare per Venezia, non è raro imbattersi in luoghi meno celebri, ma dove si respira ancora l’aria di un’altra epoca. Ad esempio, nel cuore del sestiere di Dorsoduro, lungo un canale tranquillo che sembra ignorare la frenesia del turismo di massa, si può incontrare uno dei luoghi più autentici di Venezia: lo Squero di San Trovaso.
Una storia secolare
Attivo dal Seicento, è uno dei più antichi cantieri di gondole sopravvissuti, simbolo di una memoria e di una cultura tipicamente veneziane – lo Squero di San Trovaso è uno dei pochi rimasti in città, eredità di una tradizione che, un tempo, comprendeva decine e decine di cantieri. In passato, infatti, ogni zona aveva i propri squeri, luoghi considerati indispensabili per il mantenimento di un sistema di trasporto interamente affidato all’acqua. L’architettura dello Squero di San Trovaso ricorda quella di una baita di montagna, in una sorta di replica delle abitazioni che i mercanti veneziani incontravano, sulla terraferma o sulle montagne, nel corso dei loro viaggi per procurarsi il legno per le gondole.
La nascita della gondola – il simbolo di Venezia
Nata da una tradizione antica che combina sapere, esperienza e una profonda comprensione dell’acqua, la gondola è una complessa imbarcazione, costruita interamente a mano e composta da otto tipi diversi di legno – rovere, olmo, tiglio, abete, larice, noce, ciliegio e mogano. Osservandola attentamente, una delle prime cose che salta all’occhio è la sua forma asimmetrica, più larga sul fianco sinistro: si tratta, questa, di una necessità ingegneristica, essenziale per bilanciare il peso del gondoliere mentre la conduce. L’estetica della gondola è curata, nella sua interezza, nel minimo dettaglio, come ci racconta il ferro decorativo posto a prua che, con i suoi sei denti simboleggianti i sestieri di Venezia, vuole essere un rimando simbolico alla città.

